Sono partito scherzando ma credendoci profondamente. Dio ci adopera come servi inutili. E ci educa, dandoci questo tipo di delusioni, al distacco interiore dai risultati, alla pazienza apostolica. Noi dobbiamo solo preoccuparci di fare bene il nostro dovere, anche se poi succede che tutto quello che abbiamo fatto e predisposto non serve a nulla. La difficoltà incontrata diventa, se la razionalizziamo, una opportunità di crescita in spina dorsale per i Grissini coinvolti.
Anzi (voglio compromettermi) se le parole "Quando sono debole - leggi: quando constato e ammetto davanti a me stesso e a Dio che sono debole - è allora che sono forte", se, dico, queste sono parole ispirate, allora dobbiamo credere (e lo crederemo se ci predisporremo interiormente a queste delusioni!) dobbiamo credere che la maggiore efficienza del nostro apostolato grissino sarà raggiunta quando per un motivo o l'altro saremo impossibilitati (anche per problemi di salute o vecchiaia) ad esternare miriadi di iniziative e quando i migliori progetti e i più intelligenti sforzi verranno sistematicamente snobbati, demoliti, disprezzati, tenuti in non cale... perfino dai nostri fratelli di fede. Perché è allora che noi saremo indotti a ricorrere più sinceramente alla preghiera. E a seguito di essa Dio muoverà il suo dito facendo fruttare al cento per uno qualche seme di grazia che Lui avrà fatto germogliare nel cuore di qualcuno. Oppure - e guai a Lui se non lo fa!

Noi, quando avvenisse questo, usciremo apparentemente di scena, ma di fatto ci trasformeremo nelle solide fondamenta che sorreggeranno l'entusiasmo dei nuovi operai della vigna, ai quali potremo offrire il terreno da noi dissodato, i punti-forza di una ricerca e documentazione ormai puridecennale, e... irrigare la vigna che sarà coltivata da loro.
Noi insomma non seguiamo la psicologia delle sette che puntano all'efficientismo, alla organizzazione, alla pianificazione. Loro non possono fare che così, essendo la loro invenzione del tutto ed esclusivamente umana. Mentre noi siamo sulla barca di Dio ed è il suo Spirito indistruttibile e instancabile a fare da motore e vela. Ne dobbiamo essere certi anche se "le sue vie non sono le nostre vie" e i suoi tempi non sono i nostri tempi.
Perciò un Grissino DOC si prepara meticolosamente come se tutto dipendesse da lui; eseguirà il suo compito con professionalità anche se l'uditorio fosse inferiore a 12 persone (non può pretendere di più di quanti ne ebbe il suo Maestro!); si aspetterà il risultato come se dipendesse tutto da Dio, che lo realizzerà dove come e quando vorrà, predisponendosi anche a non vederlo mai su questa terra