da Sandro » gio giu 09, 2011 8:12 am
Pensando alle classiche quattro finalità della preghiera: impetrazione (richiesta), adorazione, ringraziamento, propiziazione.
Vorrei esaminare il punto di vista del cosiddetto "laico-ateo-agnostico" di fronte a noi, poveri illusi infantili, credenti.
La domanda critica, lecitamente razionale, che puntualmente fa il "laico-laicista" riguardo alla preghiera suona:
1)- Ma che senso ha pregare Dio per richiedergli qualcosa se Lui già sa di cosa abbiamo bisogno?
E se gli si risponde che la preghiera non è solo di richiesta ma anche di lode e di adorazione, ci risponderà: OK, intanto abbiamo liquidato il senso di ogni preghiera di richiesta.
2)- Passiamo al fattore della lode-adorazione. Che se ne fa Dio, che riceve la lode e l'adorazione da tutti gli angeli, del misero blaterare di questi vermetti della terra, oltretutto sempre pieni di sporcizia e di peccato? E anche questa è una obiezione mica male, perché la teologia assicura che tutto il creato può rendere a Dio solo una gloria estrinseca, in quanto Lui non ha bisogno di nulla ed è perfettamente beato e felice in Se stesso (cf il dantesco, e perfettamente teologico "O luce eterna che sola in te sidi, / sola t'intendi, e da te intelletta / e intendente te ami e arridi!" Paradiso XXXII, 124). E due!
3)- Quanto al ringraziamento, per quanto razionalmente si capisca che chi dona desideri essere ringraziato, perché da questo riceve una gratificazione interiore, suona strano che Dio voglia la stessa cosa dalle sue creature dal momento che non ne ha assoluto bisogno. E poi non fa nascere il sospetto di una certa sorta di egoismo, di do ut des? Lui donerebbe non per puro donare ma per ricevere a sua volta i vari "grazie Papà".
4)- Resta la propiziazione. E qui, per quanto meno abbordabile alla contestazione, il nostro "laico" (per non dire "ateo") potrebbe ricordarci che ha sentito qualche teologo moderno che Dio non può essere assolutamente concepito come uno che ha bisogno di essere soddisfatto da penitenze (e il solo battersi il petto già lo è) per rirenderLo propizio e perdonare. Mica è come gli dèi pagani che esigevano il "pagamento" di sacrifici come "soddisfazione" per perdonare queste povere... formichine.
OK la butto là così. Voi che ne pensate? Io ritornerò sul tema dopo di voi, e "speriamo che me la cavo", magari - perché no? - dopo aver apprezzato e copiato dalle vostre soluzioni.
«In patientia vestra possidebitis animas vestras»... aliorumque. (Lc 21,19)